Cordo Medici ET - Il trauma
Il soccorritore giunto sullo scenario dell'incidente, deve captare e raccogliere tutti gli elementi utili a valutare:
Sicurezza: rischi connessi allo scenario - Autoprotezione
Scenario: caratteristiche: numero dei veicoli coinvolti, tipo di danni, tipo di energia sviluppata durante e dopo l'impatto;
Situazione:
- cosa è successo
- perché
- quante persone sono state coinvolte
- età delle vittime
E' importante ricordare che la traumatologia, ed in particolar modo la traumatologia della strada, rappresenta:
- la prima causa di morte fra 1 e 44 anni
- la prima causa di perdita di "anni produttivi" (costi sociali)
Sono rappresentati da:
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Tempestività |
Centralizzazione delle chiamate Adeguato numero di mezzi Rete di comunicazione affidabile |
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Qualificazione |
Livelli differenziati di soccorso Adozione di protocolli e procedure Idonee dotazioni a bordo dei mezzi Formazione e addestramento permanente del personale |
Le statistiche dei principali Trauma Center negli USA evidenziano ormai da tempo l'importanza di un corretto ed efficace trattamento sul posto del traumatizzato .
L'evoluzione delle metodologie di soccorso non lasciano ormai quasi più spazio al cosiddetto "Scoop and run" (raccogli e corri), in quanto si è visto che il corretto trattamento sul posto, detto "Stay and play" (resta ed esegui) aumentano da due a tre volte le probabilità di sopravvivenza del politraumatizzato.
Sono variabili da cui dipende l'aumento della percentuale di sopravvivenza delle vittime:
- Livello di soccorso avanzato
- Livello di stabilizzazione pre-ospedaliera
- Scoop and run
- Stay and play
- Centralizzazione dei traumi maggiori
- Possibile
- Non possibile
Il soccorritore deve sapere:
- Attuare, sul luogo e in itinere, adeguate misure di sicurezza
- Valutare il paziente e riconoscere eventuali situazioni critiche
- Attuare i trattamenti di base volti ad evitare l'ipovolemia e l'ipossiemia
- Garantire un corretto trasporto dell'infortunato
Quanto può raccogliere visivamente il soccorritore sulla scena di un traumatismo, deve essere immediatamente memorizzato al fine di poter comprendere al meglio la tipologia dinamica e meccanica del trauma stesso, e le problematiche cliniche che, anche in un secondo tempo, possono ad esso venire associate.
Energia cinetica e collisione fra veicoli
L'energia cinetica sviluppata da una collisione, può essere desunta con sufficiente precisione da una serie di fattori:
- velocità dei veicoli
- in quanti metri il veicolo si è fermato?
- vi sono danni gravi al veicolo?
- la vittima indossava la cintura di sicurezza?
- Airbag sul veicolo?
- Le vittime sono state espulse?
- Vi sono morti fra i passeggeri?
La collisione fra veicoli può avvenire con diverse modalità:
- urto frontale
- tamponamento
- urto laterale
- urto con rotazione
- capottamento
E' fondamentale accertare se:
- l'urto è avvenuto fra due veicoli o fra il veicolo ed un ostacolo
- gli occupanti del veicolo hanno urtato contro parti del veicolo stesso o contro un ostacolo di altro tipo
Le problematiche di ogni trauma sono strettamente associate alla modalità con cui è avvenuto il trauma stesso:
- Frontale:
- velocità e movimento in avanti sono bruscamente interrotte
- gli occupanti del veicolo continuano il moto in avanti con modalità up (proiettati sul parabrezza) o down (insaccati sotto il volante)
- Motocicli:
- collisione frontale
- collisione laterale
- eiezione e disarcionamento
Queste modalità di impatto forniscono al motociclista una sola possibilità di sopravvivenza, che è quella di avere uno spazio libero da ostacoli per ridurre tramite rotazione sul suolo l'energia cinetica dell'impatto.
- Pedoni:
- età della vittima (l'adulto tenta di sfuggire l'impatto, il bambino urta frontalmente)
- altezza
- corporatura
Nel pedone, varia anche la tipologia del trauma:
- l'impatto è iniziale all'altezza delle ginocchia
- il torace urta contro il cofano
- la vittima cade in basso davanti all'auto: in genere batte il capo
- la vittima prosegue la corsa con movimenti di rotazione: possibili danni al rachide
- Cadute dall'alto
- la vittima riporta traumi multipli
- la velocità aumenta con l'altezza
- le vittime pesanti hanno più lesioni
Occorre sempre valutare:
- l'altezza dalla quale il corpo è caduto
- il tipo di superficie di impatto
- la parte del corpo che ha urtato per prima
- Lesioni da scoppio
- fase primaria: l'onda di pressione causa danni agli organi a contenuto aereo (polmone, stomaco, vescica, tubo digerente)
- fase secondaria: lesioni da schegge
- fase terziaria: il corpo è urtato dall'onda di esplosione: lesioni a urto e da proiezione del corpo
- Lesioni da arma da fuoco
- area di impatto (calibro)
- cavitazione: velocità, proiettili ad ogiva molle, spostamento del baricentro del proiettile
- armi a bassa energia: armi bianche
- armi a media energia: revolver
- armi ad elevata energia: fucili da caccia, da guerra
APPROCCIO AL POLITRAUMATIZZATO: GESTIONE DELLE VIE AEREE
L'adeguata perfusione tissutale, ma soprattutto cerebrale, rappresenta l'obiettivo prioritari di qualunque intervento di soccorso preospedaliero. A tale scopo occorre tenere conto dei alcuni parametri:
- Ottenere una ventilazione adeguata, sia per quanto riguarda l'ossigenazione che la rimozione della CO2 sono condizioni indispensabili;
- Ventilare adeguatamente: 10-12 ml/Kg per 12-20 minuti;
- L'ipoventilazione causa
- ipossia
- ipercapnia
- acidosi con morte cerebrale
può conseguire:
- ad uno stato di coma
- ad una ostruzione delle vie aeree
- ad un pneumo-emotorace;
- Uno stato di ipossia a ventilazione normale può conseguire a:
- scarso contenuto di ossigeno nell'aria inpirata
- alterazioni a livello dello scambio alveolare
- perfusione polmonare insufficiente
- grave emorragia
- L'ostruzione delle vie aeree può conseguire a:
- caduta all'indietro della lingua
- corpo estraneo
- edemi del faringe, del laringe o della trachea conseguenti a traumi o ustioni del capo e del collo
Nel paziente politraumatizzato, occorre quindi
- garantire la pervietà delle vie aeree proteggendo il rachide cervicale: ricordare che esiste una lesione cervicale in ogni politrauma, fino a dimostrazione radiologica del contrario!!!
- Protrudere in avanti la mandibola, senza iperestendere il capo
La pervietà delle vie aeree viene garantita dell'utilizzo di alcuni dispositivi, o dall'esecuzione di alcune procedure:
- Canula di guedel: non acquisisce ma mantiene le vie aeree; ricordare, in linea di massima che chi sopporta la canula è da intubare!!!
- Canula naso-faringea: meglio tollerata, non stimola il riflesso faringeo;
- Aspirazione;
- Intubazione oro-tracheale;
- Intubazione naso-tracheale;
- Maschera laringea e Combi-Tube;
- Crico-tiroidotomia con ago o chirurgica;
- Tracheotomia d'urgenza
L'unica manovra che garantisce il reale controllo delle vie aeree è l'intubazione oro- o naso-tracheale, che però può essere effettuata solo dopo l'immobilizzazione del rachide cervicale.
Sono metodi di ventilazione:
- Bocca-bocca
- Bocca-maschera
- Ventilazione artificiale a pressione positiva con pallone di Ambu
- Maschera faciale anatomica di Venturi, per pazienti in respiro spontaneo
SISTEMATICA DELLA TRAUMATOLOGIA
Ricordare che:
- Il cervello rappresenta il 2% dell'intero peso corporeo
- Consuma il 20% del fabbisogno in ossigeno dell'organismo
- Consuma il 25% del fabbisogno di glucoso
A) TRAUMA CRANICO MINORE
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CODIFICAZIONE |
DESCRIZIONE |
PROTOCOLLO |
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Grado 0: GCS 15 |
Paziente cosciente, non presenza di amnesia, contusione e dolore in sede di impatto | Trasporto all'ospedale più vicino |
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Grado 0 a rischio |
Paziente a rischio di deterioramento tardivo: terapia con anticoagulanti, portatore di derivazioni liquorali | TAC entro 12 ore Osservazione per 24 ore |
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Grado 1: GCS 14-15 |
Transitoria perdita di coscienza, anossia, cefalea, vomito, ferite al capo | Trasferimento in ambulanza al'ospedale più vicino con TAC funzionante |
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Grado 2: GCS 14 |
GCS 14 persistente dopo stabilizzazione | Trasporto in ambulanza allo ospedale più vicino dotato di neurochirurgia |
B) TRAUMA CRANICO MAGGIORE
Si descrivono nel trauma cranico maggiore un danno primario, conseguente al trauma stesso, e un danno secondario, come "effetto rebound" al danno primario
Il Revised Trauma Score è un metodo di valutazione a punteggio che descrive le probabilità di evoluzione positiva (guarigione) in un paziente che abbia subito un trauma cranico maggiore. Valuta tre parametri, e ad essi associa un punteggio:
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PARAMETRO |
RANGE |
PUNTI |
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Frequenza Respiratoria |
10-24 |
4 |
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Pressione Arteriosa |
> 89 |
4 |
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Glasgow Coma Scale |
13-15 |
4 |
A) VALUTAZIONE PRIMARIA DELLE LESIONI POTENZIALMENTE LETALI:
- pneumotorace aperto
- lembo toracico
- emotorace
- asfissia traumatica
- emotorace massivo
B) CARDINI DEL TRATTAMENTO:
- Ossigenoterapia
- Perfusione
- Decompressione con ago
- Drenaggio pleurico
- Pericardiocentesi
C) VALUTAZIONE DELL'ABCD (vedi)
D) ALGORITMO DELL'INFUSIONE (vedi ATLS)
A) MECCANISMI DI LESIONE
- Decelerazione improvvisa: lesione dei peduncoli vascolari, dei legamenti e dei mesi
- Aumento della pressione esterna: lesione prima degli organi cavi, successivamente di quelli a consistenza parenchimatosa
- Aumento della pressione intra-addominale: esplosione degli organi cavi, fratture diaframmatiche, rottura della valvola aortica
- Traumi penetranti: possono coinvolgere qualsiasi organo
B) VALUTAZIONE DELL'ADDOME:
Ispezione: valutare presenza/assenza di
- distensione
- contusioni
- abrasioni
- oggetti conficcati
- penetrazioni
- eviscerazioni
- sanguinamenti
Palpazione: valutare presenza/assenza di:
- difetti di parete
- dolore
- difesa
- fratture della pelvi
- dolore/ipermobilità alla compressione delle ali iliache
C) SOSPETTARE UNA LESIONE ADDOMINALE INTERNA IN PRESENZA DI:
- dinamica a rischio
- contusioni e/o ferite a livello della parete
- shock senza causa apparente
- rigidità, difesa, distensione dell'addome
- Per quanto concerne la presenza eventuale di oggetti conficcati nella cavità addominale, NON ESTRARRE, NON PALPARE ma coprire con garze e telini sterili, e trasportare immediatamente in Pronto Soccorso;
- In presenza di eviscerazione, NON TENTARE MAI DI RICONDURRE I VISCERI IN CAVITA', ma coprire con telini sterili inumiditi con soluzione fisiologica sterile, e trasportare immediatamente in Pronto Soccorso (situazione "Load and Go")
- MECCANISMI DI LESIONE DEL RACHIDE
Negli adulti:
- incidenti tra veicoli
- tuffi
- incidenti in motocicletta
- cadute dall'alto
Nei bambini:
- cadute dall'alto
- cadute dal triciclo
- incidenti tra veicoli
- SOSPETTARE UNA LESIONE DEL RACHIDE QUANDO:
- impatto violento a livello di capo, collo e/o tronco
- incidenti con accelerazioni, decelerazioni, urti laterali
- caduta da notevole altezza (oltre i 3 m)
- caduta con una parte del corpo che rallenta e il resto che prosegue
- capottamento
- tuffi in acqua
- LESIONI OSSEE VERTEBRALI:
- fratture con scheggiamento del corpo
- fratture con frammenti sul midollo
- sublussazione/dislocazione di una vertebra sull'allineamento
- distrazione/strappamento dei legamenti e/o dei muscoli
La mancanza di segni neurologici post-traumatici non esclude la presenza di lesioni osee al rachide!!!
- SHOCK SPINALE:
Sono segni/sintomi di shock spinale:
- cute calda e secca
- bradicardia (tachicardia negli stati ipovolemici!!!)
- ipotensione
- ipovolemia
- TRATTAMENTO
- immobilizzazione
- ABCD
- collare cervicale (dopo aver ispezionato il collo)
- immobilizzazione del tronco
- spessore sotto il capo
- immobilizzazione del capo
- immobilizzazione degli arti
- ABCDE
- Sono controindicazioni all'immobilizzazione del rachide:
- spasmi muscolari del collo
- dolore acuto/ingravescente allo spostamento
- deficit neurologici, formicolii, riduzione della motilità
- compromissione delle vie aeree, alterazioni della ventilazione
- asimmetria del collo oltre l'emiclaveare
- Sono errori comuni nella gestione del trauma del rachide:
- inadeguata immobilizzazione
- immobilizzazione con iperestensione del capo
- riaggiustamento delle cinghie di fissaggio dopo aver immobilizzato il capo, con movimenti del collo e del rachide cervicale
- Nell'immobilizzazione del paziente occorre tener conto:
- prima immobilizzazione manuale, poi meccanica
- posizionare correttamente il collare cervicale
- il KED deve bloccare adeguatamente i movimenti antero-posteriori del tronco
- le cinghie di fissaggio non devono comprimere l'addome o impedire la respirazione
- il capo deve essere immobilizzato anche in rotazione
- la cavità orale deve essere accessibile
- le cinghie non devono esercitare effetto laccio sugli arti
FRATTURE DEGLI ARTI
Classificazione delle fratture:
- infrazione
- frattura traversa
- frattura comminuta
- frattura scomposta
- frattura spiroide
- frattura esposta
Segni e sintomi di frattura:
- dolore
- tumefazione, ematoma, edema
- scroscio al movimento
- lesa functio
- arto accorciato e/o extraruotato
TRATTAMENTO:
- medicare eventuali ferite
- preparare la steccobenda
- trazionare l'arto e riposizionarlo in asse
- sollevare l'arto
- posizionare la steccobenda
- fissare le strisce di velcro
APPROCCIO AL POLITRAUMA SUL PAZIENTE PEDIATRICO
- CARATTERISTICHE DEL PAZIENTE PEDIATRICO
- dimensioni corporee ridotte
- tessuti più elastici
- maggiore e più rapida dissipazione del calore
- aspetto psicologici
- esiti condizionanti
- GESTIONE DELLE VIE AEREE NEL PAZIENTE PEDIATRICO
- sproporzione testa-corpo
- la canula di Guedel va inserita senza rotazione verso l'alto
- è preferibile l'intubazione oro-tracheale
- controllare l'IOT, in quanto frequentemente seleziona il bronco destro
- PROBLEMATICHE NEL PAZIENTE PEDIATRICO IN STATO DI SHOCK
- la riserva fisiologica è aumentata
- la fase di scompenso è tardiva
- quando si manifesta, è molto difficile da ricuperare
- il monitoraggio dei parametri vitali va condotto ricordando che sono diversi che nell'adulto:
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PARAMETRO |
Fino a 1 anno |
Fino a 5 anni |
Fino a 12 anni |
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PA |
80 |
90 |
100 |
|
FR |
40 |
30 |
20 |
|
FC |
160 |
120 |
100 |
- INFUSIONE:
(Vedi algoritmo ATLS)
Le vie di infusione nel paziente pediatrico devono considerare che:
- l'accesso periferico è quello di prima scelta
- dopo due tentativi non andati a buon fine, praticare l'isolamento chirurgico se maggiore di 6 anni, praticare l'infraossea sottotibiale se minore di 6 anni
- NEL TRAUMA CRANICO:
- evitare l'ipossia e l'ipovolemia
- valutare la dimensione e la morfologia delle fontanelle e delle suture craniche
- adeguare il GCS (vedi)
RISCHI NEL TRASPORTO DEL PAZIENTE POLITRAUMATIZZATO
A) SONO SITUAZIONI A RISCHIO DURANTE UN QUALSIASI TRASPORTO:
- dislocazione di cateteri e tubi
- interruzione delle terapie
- variazione nell'infusione dei liquidi
- variazione dei parametri ventilatori
- variazioni della temperatura
- variazioni dell'altitudine (elicottero)
B) LA STABILIZZAZIONE DEL PAZIENTE, EFFETTUATA IN PARTE SUL LUOGO E IN PARTE IN ITINERE, DEVE VOLGERE A:
- controllo ottimale della ventilazione
- IOT se indicata
- Controllare le emorragie
- Garantire 1 o 2 accessi venosi
- Immobilizzare le fratture
- Immobilizzare la colonna
- Garantire un adeguato rientro volemico
C) PRIMA DEL TRASPORTO OCCORRE:
- PREPARARE IL PAZIENTE AL TRASPORTO:
- acquisire gli accessi venosi
- eventuale sedazione dopo acquisizione del GCS
- terapia antalgica
- coprire adeguatamente il paziente
- PREDISPORRE IL MONITORAGGIO, che deve essere
- non invasivo
- preciso
- attendibile
- poco ingombrante
- dotato di doppia alimentazione (rete/batteria)