Corso Medici ET - Organizzazione delle Maxiemergenze

GENERALITA'

Si definisce emergenza una situazione critica che necessita di immediata mobilizzazione di tutti i mezzi e di tutte le professionalità atte a garantire un soccorso adeguato e tempestivo.

Si riconoscono emergenze:

  • SINGOLE
  • MULTIPLE
  • Macro-emergenze: piccoli nuclei di persone in aree ristrette
  • Maxi-emergenze: grandi numeri di persone in vaste aree di territorio

Le maxi emergenze derivano da rischi di tipo

  • chimico
  • sismico
  • nucleare
  • idro-geologico
  • incendi

CATASTROFI

Il problema inerente la gestione delle catastrofi si basa su alcuni presupposti:

  • non sono simulabili
  • ogni catastrofe non è mai uguale ad un'altra
  • l'apprendimento è basato su quelle precedenti

Si suddividono in:

  1. NATURALI:
  • della terra: (per il suolo, per l'aria, per l'acqua, per il fuoco)
  • del clima
  • batteriologiche
  • idro-geologiche
  1. TECNOLOGICHE:
  • rischi conosciuti/inventariati
  • rischi nuovi
  • rischi sconosciuti
  1. CONFLITTUALI E SOCIALI:
  • eventi bellici
  • eventi "sociali" (manifestazioni, stadi, concerti)

ELEMENTI CHE CARATTERIZZANO L'EVENTO DISASTROSO

Sono di due tipi:

  • ELEMENTI CARATTERIZZANTI LA CATASTROFE DAL PUNTO DI VISTA SOCIALE:
  • dinamica improvvisa e brutale
  • carattere collettivo degli eventi
  • crea una situazione di emergenza
  • provoca una risposta da parte della società
  • provoca danni materiali
  • provoca danni economici
  • provoca danni fisici
  • ELEMENTI CARATTERIZZANTI LA CATASTROFE DAL PUNTO DI VISTA SANITARIO:
  • elevato numero di vittime
  • elevata percentuale di lesioni gravi
  • limitata possibilità di risposta del Servizio Sanitario Nazionale

 FASI DI RISPOSTA AD UNA CATASTROFE

  • I° FASE: interventi atti a limitare/estinguere la progressione dell'evento catastrofico (Intervento tecnico)
  • II° FASE: Salvataggio delle vittime (Intervento professionale)
  • III° FASE: Soccorso (Intervento sanitario)
  • IV° FASE: Settorializzazione dell'area in cui è avvenuta la catastrofe al fine di ottimizzare la gestione delle varie risorse materiali e professionali

Al momento in cui avviene una catastrofe occorre attuare una serie di procedure codificate:

  1. Allarme: ricerca di testimoni
  • oculari
  • privilegiati
  • professionali
  1. Ricognizione sommaria preliminare
  2. Attivazione dei soccorsi:
  • mezzi generici (Forze dell'ordine, Vigili del Fuoco, Esercito)
  • mezzi specifici (Ambulanze, Unità da campo…)
  1. Ricognizione circostanziata:
  • Permette di ottenere il maggior numero di informazioni riguardo a tipo di sinistro, conseguenze sull'ambiente, sulle infrastrutture, sulla popolazione, sulle strutture utilizzabili);
  • Permette la successiva individuazione della zona e la creazione di una "frammentazione" dell'area per ottimizzare le risorse disponibili;
  1. Ricognizione dei feriti
  2. Triage
  3. Terapia
  4. Evacuazione delle vittime
  5. Trasporto e ospedalizzazione

PROBLEMATICHE GENERALI DELLE GRANDI EMERGENZE

Si riassumono in:

  • Primo soccorso alle vittime
  • Mezzi di trasporto (viabilità, possibilità di utilizzo di mezzi aerei)
  • Rifornimento di farmaci e presidi
  • Problematiche ospedaliere
  • Problematiche relative all'approvvigionamento di sangue da trasfondere
  • Problematiche igienico-sanitarie
  • Problematiche medico-legali
  • Problematiche psicologiche della popolazione
  • Problematiche ulteriori

IL P.M.A.

Il P.M.A. o Postazione Medica Avanzata è una postazione sanitaria a forma di croce greca, posta immediatamente nelle vicinanze del sito in cui si è verificata una catastrofe.

Da un primo lato entrano le vittime; da un secondo lato escono immediatamente e vengono catalogati i cadaveri; da un terzo lato escono i pazienti per l'ospedalizzazione; dal quarto lato si ha accesso per servizio e logistica.

  • E' a livello del P.M.A che:
  • si esegue il triage
  • si smistano i cadaveri
  • si prestano le prime terapie
  • Il P.M.A. deve essere: situata nelle immediate diacenze della catastrofe
  • Situato al riparo da rischi evolutivi
  • Situato vicino alle vie di comunicazione (strade, valutare un'area idonea all'atterraggio degli elicotteri)
  • In buone condizioni igieniche
  • Ben illuminato
  • Ben climatizzato

IL TRIAGE NEL CORSO DI CATASTROFI

Nel corso di una catastrofe, viene completamente sovvertito il consueto principio del triage, ovvero di selezionare i pazienti al fine di identificare quelli più gravi, ovvero più abbisognevoli di cure.

Nel corso di una maxi-emergenza, il processo decisionale e selettivo del triage parte invece dal presupposto non di salvare il maggior numero di vittime, ma di trattare e salvare coloro che hanno maggiori probabilità di sopravvivere.

A tale scopo viene stabilito un apposito codice-colore:

CODICE COLORE

DESCRIZIONE
NERO Paziente deceduto e lasciato sul posto
BLU Paziente irrecuperabile, verso il quale non viene attuata alcuna terapia, salvo infusione di liquidi e morfina (nurse). Lasciato sul posto
VERDE

Classificato come di consueto e trasportato in struttura ospedaliera.

GIALLO
ROSSO

 

 

CATEGORIZATION SCALE

Descrive lo stato di gravità dell'infortunato, le sue possibilità di essere trasportato e l'eventuale dilazionabilità delle cure.

STADIO E
PERCENTUALE

DESCRIZIONE

EU (5%)

ESTREMA URGENZA. Il paziente non è trasportabile senza aver attuato immediatamente le prime cure.

U1 (25%)

PRIMA URGENZA: Il paziente è trasportabile, e le terapie devono essere effettuate non oltre le 4-6 ore

U2 (30%)

SECONDA URGENZA. Il paziente è trasportabile, e le terapie possono essere dilazionate anche a 12-24 ore

UD

URGENZA DEPASSE': Il paziente è irrecuperabile. Non viene trasportato, non viene attuata alcuna terapia se non infusione di liquidi e morfina (nurse).

UP

URGENZA POTENZIALE (in U1 o in U2), legata a fattori patologici e ambientali

UF

URGENZA FUNZIONALE: "non urgenza" dal punto di vista strettamente sanitario. Valuta la possibilità di utilizzare un elemento delle risorse disponibili a seconda del contesto situazionale.

 

CARATTERISTICHE DEL MEDICO TRIAGISTA

Sono requisiti del medico triagista durante un evento catastrofico:

  • solide basi cliniche
  • capacità decisionali rapide
  • formazione specifica

Al medico triagista, in corso di maxi-emergenza, vengono richiesti parametri di operatività quali:

  • visitare almeno 20 pazienti barellati/ora
  • visitare almeno 60 pazienti deambulanti/ora
  • per un tempo di almeno3-4 ore

EPIDEMIE IN CORSO DI CATASTROFI

Sono eventi ad alta frequenza:

  • Diarree infettive
  • Morbillo
  • Infezioni respiratorie
  • Malaria

Sono eventi a bassa frequenza:

  • Colera
  • Febbre tifoide
  • Meningite meningococcica
  • Tifo esantematico

PSICOLOGIA DELLE CATASTROFI

L'evento catastrofe è causa di :

1) Reazioni

  • Emotive
  • Emotive esagerate
  • Psicotiche

2) Comportamenti reattivi

  • Individuali
  • Collettivi

Tali reazioni sono da ricondurre a livello paleo-cerebellare, e posseggono quindi un carattere "istintivo".

Queste caratteristiche sono state ampiamente desunte dallo studio dei morti in corso di catastrofi, o dall'organizzazione di modelli animali con vita di branco.

Nel corso di una catastrofe, studi ad ampio raggio hanno dimostrato che:

  • il 15% dei soggetti coinvolti mantiene un comportamento razionale e controllato a sangue freddo;
  • Il 75% dei soggetti mantiene un comportamento calmo (non danno problemi) o un atteggiamento di congelamento psicologico (automi);
  • Il 10% manifesta apertamente comportamenti di tipo irrazionale, fino a giungere ad atteggiamenti di tipo psicotico;

Le reazioni in corso di catastrofe possono essere così sintetizzate:

TIPO DI REAZIONE

ESEMPI TRATTAMENTO
EFFIMERA IMMEDIATA Fuga
Agitazione psico-motoria
Aggressione
Controllare e attendere
EFFIMERA TARDIVA Angoscia
Nevrosi
Confusione
P.M.A.
NEUROPATICA DURATURA P.M.A. e ricovero in struttura psichiatrica
PSICOTICA

 

In corso di maxi-emergenza:

  • Le persone direttamente coinvolte tendono a migrare verso la periferia (Fuga, Esodo Centrifugo);
  • Le persone non direttamente coinvolte tendono ad affluire verso l'epicentro della catastrofe per soccorrere o, semplicemente, per curiosare (Affluenza centripeta)

FASI COMPORTAMENTALI IN CORSO DI MAXI-EMERGENZA

  1. Preliminare
  2. Di allarme
  3. Di shock:
  • illusione della centralità
  • illusione di essere vulnerabile
  • perdita dei riferimenti
  1. Di reazione (3-6 ore)
  2. Di risoluzione
  3. Post-catastrofe o delle complicazioni
  • Sciacallaggio e violenza
  • Ricerca dei capri espiatori (rassicurazione)
  • Sindrome del sopravissuto

ASPETTI TATTICI E LOGISTICI NELLA GESTIONE DI UNA MAXI-EMERGENZA

  1. Limitare il panico
  2. Impedire l'esodo centrifugo (Fornire compiti!!!)
  3. Raggruppare le vittime in aree sicure
  4. Raggruppare i superstiti in aree sicure ed effettuare un primo triage
  5. Organizzare gruppi provvisori
  6. Fornire direttive utili all'assistenza essenziale
  7. Favorire l'arrivo dei soccorsi
  8. Acquisire elementi per definire la catastrofe
  9. Mettersi a disposizione dei servizi organizzati

TRIAGE "SUL CAMPO"

Esistono, attualmente, molte metodiche di triage da applicare "sul campo" in occasione di una catastrofe o di una maxi-emergenza in cui si ponga la necessità, da parte del medico intervenuto, di operare una prima selezione di gravità sui soggetti colpiti.

Tra queste, ne vengono proposte due: una di derivazione anglosassone, il "Sistema Start", ed una di concezione italiana, il "Sistema CESIRA".

Nel primo caso si tratta di una procedura applicabile da personale sanitario che, valutando sostanzialmente l'ABC e la risposta neurologica, seleziona e suddivide inizialmente i codici verdi (ovviamente inizialmente non abbisognevoli di trattamento), allontanandoli dalla scena del disastro e raggruppandoli in un'area ben definita, da quelli gialli (che verranno quanto più possibile dilazionati), blu (che NON verranno trattati), e rossi (per i quali verrà stabilita la priorità di trattamento.

Il principale punto debole di questo sistema, è rappresentato dall'alto numero di codici gialli, alcuni dei quali evidentemente border-line tra il giallo ed il rosso.

Il secondo caso espone una procedura applicabile da personale laico, e quindi non sanitario, il quale si basa su una serie di parametri descritti con termini non strettamente scientifici ("rotture ossee" anziché "fratture", per esempio).

Il vantaggio di questo sistema è che seleziona molti meno codici gialli, ma è molto articolato.

Da notare che NON è contemplato il "codice blu" in quanto il sistema è applicabile da personale non sanitario.

SISTEMA "START" (USA) (Vedi algoritmo)

SISTEMA "CESIRA" (ITA)